Novità

SYBOX, UNA PROTEZIONE DAL WIFI DOMESTICO

Abbiamo trovato questa soluzione molto intelligente.

Il prodotto Sybox è una scatola in metallo dentro cui viene riposto il modem router wi-fi domestico.

E' possibile limitare la potenza delle radiazioni (fino al 95%) senza pregiudicare il funzionamento della connessione.

Le apparecchiature di diffusione della rete wi-fi sono progettate e configurate per una ricezione ben oltre una sola stanza o una porzione della casa.

Nelle zone densamente abitate è infatti frequente ricevere il wi-fi di altri appartamenti o abitazioni limitrofe.

Per saperne di più segui il link.

E' una soluzione sicuramente da provare.

11/06/2020

5G

Numerosi scienziati e medici stanno richiedendo una moratoria sul piano di investimenti previsti per il 5G.

Il 5G aumenterà sensibilmente l'intensità dei campi elettromagnetici a cui l'ambiente e gli esseri umani sono esposti mettendo a rischio la salute.

L'appello è disponibile al sito http://www.5gappeal.eu/.

10/11/2019

ELETTROSMOG INDOOR: UNA POSSIBILITA' PER RIDURLO

Segnaliamo questo articolo molto interessante sull'inquinamento elettromagnetico nei luoghi chiusi.

Questo è uno stralcio dell'articolo:

... È contenuta nel decreto del 28 gennaio 2017 firmato dal ministro dell’Ambiente Galletti per il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (“Criteri Ambientali Minimi per l’ L’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione”). Una norma praticamente sfuggita a tutti: al punto 2, nella parte dedicata appunto all’inquinamento elettromagnetico indoor (2.3.5.4.) si recita infatti: “Al fine di ridurre il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici ad alta frequenza (RF) dotare i locali di sistemi di trasferimento dati alternativi al wi-fi, es. la connessione via cavo o la tecnologia Powerline Comunication (PLC).” ...

Per l'articolo completo clicca qui.

30/01/2018

TUMORE DA TELEFONINO, INAIL CONDANNATA A PAGARE

Riportiamo la notizia della sentenza del tribunale di Ivrea che condanna l'Inail a pagare un indennizzo ad un lavorotatore della Telecom per aver perso l'uso dell'udito da un orecchio in seguito alla rimozione di un tumore al cervello (neurinoma acustico). Il neurinoma acustico è un tumore benigno al cervello che può causare sintomi gravi quali perdita dell'udito e difficoltà di equilibrio.

Il lavoratore, Roberto Romeo, oggi 57enne, utilizzava per molte ore il telefono cellulare da 15 anni.

Il tribunale ha quindi riconosciuto il nesso causale fra le onde elettromagnetiche e il tumore (effetto cancerogeno).

Gli avvocati dello studio Ambrosio e Commodo si sono avvalsi della perizia del professor Angelo Levis.

Nella memoria, fra l'altro, il professore dichiara "I risultati delle indagini epidemiologiche caso-controllo, delle pooled analyses e delle metaanalisi di Hardell e di altri autori, comprese quelle di chi scrive, non lasciano dubbi circa l'esistenza di un rapporto causa-effetto tra esposizione abituale e per lungo tempo ai telefoni mobili (Tm - cellulari e cordless, analogici e digitali) e rischio - almeno raddoppiato e statisticamente significativo al 95% di probabilità - di tumori ipsilaterali alla testa: gliomi cerebrali, meningiomi e neurinomi acustici".

Siamo certi che la comunità scientifica si dividerà su questo caso e noi cercheremo di seguire il dibattito.

Riteniamo che, ancora una volta, il consiglio di limitare l'uso del telefono cellulare e impiegare auricolari adatti ( come gli airtube ) sia un'ottima precauzione.

Di seguito alcuni collegamenti a giornali digitali che danno la notizia.

 

Repubblica

Vanity Fair

Il Fatto Quotidiano

Il Giornale

 

P.S. Non abbiamo fatto in tempo a scrivere questo aggiornamento che si è verificato a Firenze un caso del tutto analogo a quello riportato sopra.

Il tribunale di Firenze ha riconosciuto il legame fra sviluppo del tumore e l'uso del telefono cellulare nel condannare l'INAIL a risarcire un lavoratore.

Il caso ha riguardato un venditore che ha usato per 13 anni il telefonino, 2-3 ore al giorno. Il consulente tecnico è stato ancora una volta Angelo Levis, docente di mutagenesi ambientale all’università di Padova. Il professore si batte da anni per un uso corretto dei cellulari anche con l’aiuto della onlus Apple (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog).

Corriere Fiorentino

Huffingtonpost

 

28/04/2017

TROVATO LEGAME FRA TUMORE E RADIAZIONI DEI CELLULARI

Il National Toxicology Program (agenzia federale statunitense) ha pubblicato nel maggio del 2016 un'anticipazione dei risultati di un ampio studio sul legame fra l'esposizione alle radiazioni dei telefoni cellulari e l'insorgere di tumori (abstract).

E' stata rilevata una più alta probabilità di sviluppare rari tumori al cervello e al cuore nei ratti esposti a radiazioni simili a quelle emesse dai telefoni cellulari e dalle stazioni radio base. Queste evidenze vengono considerate non conclusive e richiedono approfondimenti.

Non è chiaro (i) perchè il fenomeno si è rilevato prevalentemente sui maschi, (ii) perchè gli esemplari esposti alle radiazioni sono vissuti più a lungo di quelli non esposti e (iii) qual'è il meccanismo biologico sottostante.

Riteniamo che gli sviluppi di questa ricerca siano molto interessanti e da seguire.

25/08/2016